mercoledì 4 ottobre 2017

Conferenza aperta

ARMI NUCLEARI: Storia di una dismissione impossibile.
Dal trattato di non proliferazione al trattato di bando totale
Conferenza aperta Sabato 14 ottobre a Cecina (LI)

Con la partecipazione di ARCI e Tavolo per la pace della Val di Cecina, con il patrocinio del Comune di Cecina





L'arte della guerra

L’arte della guerra
Grandi manovre nucleari alla Camera
[di Manlio Dinucci]
Il giorno prima che il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari venisse aperto alla firma alle Nazioni Unite, alla Camera dei deputati è stata approvata il 19 settembre, a grande maggioranza (296 contro 72 e 56 astenuti), una mozione Pd a firma Moscatt e altri.
Essa impegna il governo a «continuare a perseguire l'obiettivo di un mondo privo di armi nucleari attraverso la centralità del Trattato di non-proliferazione (Tnp), valutando, compatibilmente con gli obblighi assunti in sede di Alleanza atlantica, la possibilità di aderire al Trattato per vietare le armi nucleari, approvato dall'Assemblea generale dell'Onu».
La mozione Pd, «su cui il governo ha espresso parere favorevole», è una cortina fumogena per nascondere il fatto che l’Italia è accodata al crescente riarmo nucleare Usa/Nato ospitando, in completa violazione del Tnp, le bombe nucleari Usa B-61 che dal 2020 saranno sostituite dalle ancora più pericolose B61-12.
La vera posizione del governo Gentiloni è emersa il giorno dopo quando, attraverso il Consiglio nord-atlantico di cui fa parte insieme agli altri 28 governi della Nato, ha respinto in toto e attaccato il Trattato Onu.
Alla Camera dei deputati la mozione Pd è stata votata da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Scelta Civica, Alternativa Popolare, Democrazia Solidale e Gruppo Misto.
La Lega Nord, assente in aula al momento del voto, con una sua mozione chiama il governo «a non rinunciare alla garanzia offerta dalla disponibilità statunitense a proteggere anche nuclearmente l'Europa e il nostro stesso paese, non necessariamente rispetto alla Russia». Come se l’Italia fosse in grado di stabilire contro chi debbano essere puntate le armi nucleari Usa.
Sinistra Italiana e Articolo 1, nelle loro mozioni respinte dalla Camera, chiedono la rimozione delle armi nucleari Usa dall’Italia in base al Trattato di non-proliferazione e l’adesione dell’Italia al Trattato Onu. Però, sulla mozione Pd, entrambi i gruppi non hanno votato contro ma si sono astenuti.
Ha invece espresso voto contrario il Movimento 5 Stelle. Nella sua mozione, anch’essa respinta, esso non chiede però al governo né la rimozione delle armi nucleari Usa dall’Italia in base al Trattato di non-proliferazione, né l’adesione dell’Italia al Trattato Onu, ma di «relazionare al Parlamento sulla presenza in Italia di armi nucleari, non facendosi più paravento di un vincolo atlantico alla riservatezza inesistente per i cittadini e i parlamentari Usa» e di «dichiarare l'indisponibilità dell'Italia ad utilizzare armi nucleari, a non acquisire le componenti necessarie per rendere gli aerei F-35 idonei al trasporto di armi nucleari».
La mozione del M5S rispecchia la posizione espressa dall’aspirante premier Luigi Di Maio che «non vogliamo uscire dalla Nato» (come ha dichiarato lo scorso aprile in una conferenza negli Usa), che (come ha dichiarato in un’intervista lo scorso giugno)  «vogliamo restare nella Nato, ma vogliamo parlamentarizzare gran parte delle scelte».
Illusione o peggio. Nel Consiglio nord-atlantico, stabiliscono le norme Nato, «non vi è votazione né decisione a maggioranza», ma «le decisioni vengono prese all’unanimità e di comune accordo», ossia d’accordo con gli Stati uniti cui spettano per diritto la carica di Comandante supremo alleato in Europa e gli altri comandi chiave, compreso quello del Gruppo di pianificazione nucleare della Nato.
Promettere che gli F-35, aerei concepiti per l’attacco nucleare soprattutto con le B61-12, possano essere usati dall’Italia con una sorta di sicura che impedisca l’uso di armi nucleari, equivale a una favola raccontata ai bambini per fargli dormire sonni tranquilli.
(il manifesto, 3 ottobre 2017)

sabato 23 settembre 2017

Sicurezza Internazionale nell'era di Trump


Sicurezza internazionale nell’era di Trump

Questo il titolo della tavola rotonda organizzata dal comune di Rosignano con l’Uspid a Villa Celestina a Castiglioncello. E le domande nascono spontanee: Siamo sicuri di voler ospitare tutte queste bombe atomiche? L’Italia non aveva votato contro le centrali nucleari? E allora perché dobbiamo tenerci le bombe?
Erano presenti il Prof Paolo Cotta Ramusino, la prof.ssa Enza Pellecchia, l’on Massimo Artini e il segretario dell’Uspid, prof Diego Latella ed altre personalità dell'organizzazione di scienziati.
“L’atomica in Italia non ha motivo di starci” e non ha motivo di esistere. Questa l’opinione espressa trasversalmente dagli scienziati dell’uspid e da tutti i relatori dell’incontro svoltosi a Villa Celestina a Castiglioncello il 21 settembre scorso. Secondo la professoressa Enza Pellecchia, direttrice del dipartimento dell’Università di Pisa di scienze per la pace e docente di diritto è un problema di democrazia e di opacità visto che gli italiani sono stati tenuti sistematicamente all’oscuro della presenza di bombe atomiche usa all’interno dei confini italiani. Attualmente le bombe atomiche presenti in Italia sono 60. Gli accordi che hanno previsto “l’ospitalità” delle bombe è stato fatto fra Italia e usa, non è un accordo con la Nato, ricorda la docente. Tuttavia l’organizzazione della nato è stata definita “organizzazione nucleare”.
L’Europa ospita 180 bombe di cui 60 in Italia. Il prof Ramusino, segretario di PUGWASH e cofondatore dell’USPID (unione scienziati per il disarmo) ha sottolineato che il nostro paese dovrebbe assolutamente firmare il nuovo trattato dell’ONU di messa al bando delle armi nucleari, evidenziando che sono gli stessi militari italiani a ritenere la questione costosa ed inutile.
Il Tavolo Per la Pace della Val di Cecina sta tracciando un percorso di sensibilizzazione per le scuole ed i cittadini in collaborazione con l’Anpi, Arci e con l’Uspid e sta inviando a tutti i comuni appartenenti al Tavolo una mozione per fare pressioni sul governo e sulle istituzioni affinchè il nostro paese firmi il nuovo trattato dell’Onu che di per sé è già un enorme risultato di mediazione al tavolo delle Nazioni Unite.
Ora va firmato!
[ Jeff Hoffman ]

domenica 17 settembre 2017

Peace drums

CONCERTO DIFFUSO PER LA PACE E IL DIALOGO NEL MEDITERRANEO


PeaceDrums è un concerto diffuso sul Mar Mediterraneo.
Il battito del cuore diventa palpito di pace attraverso il mare, al ritmo della musica e di migliaia di tamburi che si rispondono da costa a costa.
Il 23 Settembre 2017 tutti insieme facciamo vibrare un unico grande suono:
L’ONDA DELLA PACE
La spiaggia punto di partenza di un Dialogo.
Un ritmo che porta all’essenza ancestrale della vita: le pulsazioni del cuore.
Le spiagge diventeranno luogo simbolo in una prospettiva ribaltata: il punto di partenza di un dialogo costruito sul ritmo della musica. Da Lampedusa verso Venezia, Istanbul, Smirne, Beirut, Gaza, Tel Aviv, Alessandria, Tunisi, Cipro, Barcellona, Marsiglia e altre ancora.
Sarà la musica a trasmettere un messaggio di pace, di vicinanza e amicizia tra i popoli che si affacciano su un mare che tornerà a essere veicolo di scambio culturale come è sempre stato.
  

“PEACEDRUMS È STRUMENTO PER LA PACE ED IL DIALOGO NEL MEDITERRANEO”

Il concerto inizierà a Lampedusa alle 20 e più di 100 concerti sulle sponde del Mediterraneo risponderanno in streaming con impatto globale da 15 nazioni differenti, sarà trasmesso live streaming dal sito http://www.peacedrums.it/ e dalla pagina Facebook (@PeaceDrumsLampedusa)

sabato 16 settembre 2017

Tutti zitti in Italia


COMPLICI SILENZI SULLE ARMI NUCLEARI

TUTTI ZITTI IN ITALIA
 di Giulietto Chiesa
Ecco una notizia di qualche valore che non è stata riferita da nessun media italiano, se si eccettua pandora.it.
Il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel si è dichiarato d'accordo con Martin Shultz (candidato socialdemocratico — perdente — alle prossime elezioni tedesche) sull'eliminazione delle armi nucleari dalla Germania.
Shultz aveva detto, a Trier, durante un comizio: «Trump vuole le armi nucleari, noi le respingiamo». Grabriel aggiunge «La richiesta di toglierle dal nostro paese è giusta».
È palese che il Partito Socialdemocratico cerca di recuperare voti per le prossime elezioni. E corre ai ripari. Ma è un fatto importante che dicano quello che hanno detto. In Italia nessun partito, inclusi i 5 stelle, lo dice.

VIDEO: LA COREA DEL NORD NEL GRANDE GIOCO NUCLEARE


Il naufragio dei bambini


Naufragio dei bambini, nuove verità sulla strage

 

Secondo i rapporti dei maltesi, le telefonate dimostrano come ci siamo tenuti lontani dal barcone affondato. Ma i magistrati romani hanno ignorato i documenti e non hanno voluto ascoltare nessuno dei sopravvissuti di quell'11 ottobre, quando morirono 60 bimbi nel Mediterraneo. E ora si prepara l'archiviazione dell'indagine

[ DI FABRIZIO GATTI 13 settembre 2017 ]

Un segreto accompagna da quattro anni gli accordi tra Italia e Malta su immigrazione e sbarchi. Sette giorni prima dell’inizio dell’operazione Mare Nostrum, la nave Libra, il pattugliatore allora comandato dal tenente di vascello Catia Pellegrino, il volto simbolo della Marina militare, non ha risposto alle continue e disperate richieste di soccorso inviate via radio sul canale di emergenza dall’equipaggio di un aereo militare maltese. La mancata risposta, secondo un rapporto custodito dalle forze armate della Valletta, avrebbe impedito il salvataggio tempestivo di 480 profughi siriani in fuga da Aleppo e da altre città: dopo cinque ore di inutile attesa, per l’affondamento del loro barcone che la notte precedente era stato preso a mitragliate da una motovedetta libica, 268 persone sono annegate, tra le quali almeno sessanta bambini. Per tutte quelle cinque ore, la Libra era a meno di un’ora di navigazione.
È il naufragio che ha cambiato la storia del Mediterraneo: proprio i morti di quel pomeriggio, l’11 ottobre 2013, una settimana dopo l’altra strage a Lampedusa, hanno convinto il premier Enrico Letta a ordinare l’intervento unilaterale italiano per intercettare tutti i barconi al largo della Libia. E da allora, prima con Mare Nostrum poi con le organizzazioni umanitarie (le Ong), l’Italia si è fatta carico da sola di assistere oltre seicentomila uomini, donne e bambini raccolti dal mare. Anche quelli destinati a Malta. In altre parole, la storia recente sarebbe potuta andare diversamente e non ci sarebbe stato bisogno di missioni come Mare Nostrum, se quattro anni fa gli ufficiali della Libra (e del comando in capo della Marina militare italiana) avessero fatto fino in fondo il loro dovere…. [leggi tutto su: espresso.repubblica.it ]

venerdì 15 settembre 2017

Russia e Cina contro l'impero del dollaro


RUSSIA E CINA CONTRO L’IMPERO DEL DOLLARO




[13 set 2017 —Manlio Dinucci]
Un vasto arco di tensioni e conflitti si estende dall’Asia orientale a quella centrale, dal Medioriente all’Europa, dall’Africa all’America latina. I «punti caldi» lungo questo arco intercontinentale – Penisola coreana, Mar Cinese Meridionale, Afghanistan, Siria, Iraq, Iran, Ucraina, Libia, Venezuela e altri – hanno storie e caratteristiche geopolitiche diverse, ma sono allo stesso tempo collegati a un unico fattore: la strategia con cui «l’impero americano d’Occidente», in declino, cerca di impedire l’emergere di nuovi soggetti statuali e sociali.
Che cosa Washington tema lo si capisce dal Summit dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) svoltosi il 3-5 settembre a Xiamen in Cina. Esprimendo «le preoccupazioni dei Brics sull’ingiusta architettura economica e finanziaria globale, che non tiene in considerazione il crescente peso delle economie emergenti», il presidente russo Putin ha sottolineato la necessità di «superare l’eccessivo dominio del limitato numero di valute di riserva». 
Chiaro il riferimento al dollaro Usa, che costituisce quasi i due terzi delle riserve valutarie mondiali e la valuta con cui si determina il prezzo del petrolio, dell’oro e di altre materie prime strategiche. Ciò permette agli Usa di mantenere un ruolo dominante, stampando dollari il cui valore si basa non sulla reale capacità economica statunitense ma sul fatto che vengono usati quale valuta globale.

Lo yuan cinese è però entrato un anno fa nel paniere delle valute di riserva del Fondo monetario internazionale (insieme a dollaro, euro, yen e sterlina) e Pechino sta per lanciare contratti di acquisto del petrolio in yuan, convertibili in oro.
I Brics richiedono inoltre la revisione delle quote e quindi dei voti attribuiti a ciascun paese all’interno del Fondo monetario: gli Usa, da soli, detengono più del doppio dei voti complessivi di 24 paesi dell’America latina (Messico compreso) e il G7 detiene il triplo dei voti del gruppo dei Brics.
Washington guarda con crescente preoccupazione alla partnership russo-cinese: l’interscambio tra i due paesi, che nel 2017 dovrebbe raggiungere gli 80 miliardi di dollari, è in forte crescita; aumentano allo stesso tempo gli accordi di cooperazione russo-cinese in campo energetico, agricolo, aeronautico, spaziale e in quello delle infrastrutture.
L’annunciato acquisto del 14% della compagnia petrolifera russa Rosneft da parte di una compagnia cinese e la fornitura di gas russo alla Cina per 38 miliardi di metri cubi annui attraverso il nuovo gasdotto Sila Sibiri, che entrerà in funzione nel 2019, aprono all’export energetico russo la via ad Est mentre gli Usa cercano di bloccargli la via ad Ovest verso l’Europa.
Perdendo terreno sul piano economico, gli Usa gettano sul piatto della bilancia la spada della loro forza militare e influenza politica. La pressione militare Usa nel Mar Cinese Meridionale e nella penisola coreana, le guerre Usa/Nato in Afghanistan, Medioriente e Africa, la spallata Usa/Nato in Ucraina e il conseguente confronto con la Russia, rientrano nella stessa strategia di confronto globale con la partnership russo-cinese, che non è solo economica ma geopolitica.
Vi rientra anche il piano di minare i Brics dall’interno, riportando le destre al potere in Brasile e in tutta l’America latina. Lo conferma il comandante dello U.S. Southern Command, Kurt Tidd, che sta preparando contro il Venezuela l’«opzione militare» minacciata da Trump: in una audizione al senato, accusa Russia e Cina di esercitare una «maligna influenza» in America latina, per far avanzare anche qui «la loro visione di un ordine internazionale alternativo».
(il manifesto, 12 settembre 2017)

Comitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATO
Sostieni la campagna per l'uscita dell'Italia dalla NATO - per un’Italia neutrale.
per:
- Portare l'Italia fuori dal sistema di guerra
- Attuare l'articolo 11 della Costituzione

La protesta di Luisa Morgantini per l'arresto di Issa Amro


La protesta di Luisa Morgantini per l’arresto di Issa Amro

Lunedì 4 settembre, a Hebron, in Cisgiordania, le forze di sicurezza palestinesi hanno arrestato il noto attivista per i diritti umani, Issa Amro.
L’arresto è avvenuto in relazione a un post pubblicato da Amro su Facebook, in cui criticava l’ANP per la detenzione di un giornalista, avvenuta domenica, e chiedeva al presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, di dimettersi.
Abbas ha recentemente firmato un decreto legge contro “I crimini elettronici”, riducendo ulteriormente la già scarsa libertà di espressione dei Palestinesi sotto la legge palestinese. Tale decreto si ritiene voglia colpire il dissenso online contro l’ANP.
La nuova legge è stata molto criticata sia dai gruppi per i diritti in Palestina sia in giro per il mondo. Tale pratica di censura, seguita da arresti, è usata regolarmente da Israele contro i Palestinesi per i loro post nei social media.
Al coro delle critiche si è unita anche Luisa Morgantini, già Vice-presidente del Parlamento Europeo e Presidente di AssopacePalestina che ha scritto questa lettera alle autorità palestinesi… [leggi tutto su: assopacepalestina.org ]





sabato 29 luglio 2017

Marcia Agliana-Quarrata


NOI Proviamo ad incentivare la partecipazione alla Marcia per la Giustizia "Agliana-Quarrata" del 9 Settembre prossimo organizzando un pullman, ma vogliamo subito la vostra adesione !

contatti:
Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina
Comune di Castagneto Carducci (LI)
Palazzo Comunale via Marconi n. 4
Tel 0565 778420 - Fax 0565 763845 cell. 3332526023
pace@comune.castagneto-carducci.li.it


Altre informazioni (sez. in aggiornamento):
Sabato 9 settembre 2017 in Piazza Gramsci ad Agliana ci sarà il ritrovo alle ore 18 per la marcia, che partirà alle ore 18.45 e arriverà a Quarrata alle ore 21.
Per chi si organizza autonomamente può lasciare la macchina a Quarrata, poiché alle ore 17 e 17.30, ci saranno dei BUS-Navetta che partiranno dalla piazza del Comune per andare ad AglianaAl termine della Marcia saranno presenti i pullman per ritornare ad Agliana.

Per maggiori informazioni: rete@rrrquarrata.it 

venerdì 28 luglio 2017

La difesa nonviolenta entra in Parlamento


La difesa nonviolenta entra in Parlamento

E' stata incardinata alla Camera dei Deputati la Proposta di Legge per una Difesa Civile non armata e nonviolenta.
Soddisfazione della campagna “Un'altra difesa è possibile” che ha dato vita al percorso. 
Nella riunione congiunta del 13 luglio delle Commissioni Affari Costituzionali e Difesa della Camera dei Deputati, è stato incardinato e calendarizzato il dibattito parlamentare sulla proposta di legge n. 3484 per la costituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. I Presidenti delle due commissioni, on. Mazziotti di Celso della Prima e on. Garofani della Quarta, hanno illustrato le linee generali, le finalità della proposta di Legge ed il quadro in cui si inserisce. Hanno indicato come relatori l'on. Giulio Marcon per la Prima e l'on. Giorgio Zanin per la Quarta.
E' un passo decisivo per la Campagna “Un'altra difesa è possibile” perché non si era mai arrivati ad ottenere una discussione istituzionale di questo livello sul tema della difesa civile e nonviolenta. Questo primo formale e sostanziale passaggio alla Camera dei Deputati costituisce il coronamento di anni di lavoro sui territori delle organizzazioni del servizio civile, del disarmo, della pace, della solidarietà, che hanno dato vita alla raccolta di firme per una Legge di iniziativa popolare. 
Le Reti promotrici della Campagna “Un'altra difesa è possibile” (Conferenza nazionale Enti Servizio Civile, Forum Nazionale Servizio Civile, Tavolo Interventi Civili di Pace, Rete della Pace, Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci!) hanno espresso massima soddisfazione per il risultato ottenuto insieme alle organizzazioni e agli attivisti che hanno sostenuto la Campagna fin dall'inizio raccogliendo firme, organizzando incontri sui territori, inviando cartoline di sostegno ai propri Parlamentari di riferimento.
Inizia quindi una nuova ed importante fase di mobilitazione, per accompagnare al meglio il dibattito parlamentare e per giungere ad un voto positivo entro il termine dell'attuale legislatura..
Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento e coordinatore della Campagna “Un'altra difesa è possibile” ha dichiarato: “La nostra proposta tende al riconoscimento legislativo, oltre che culturale, politico, giuridico e finanziario, di una Difesa nonviolenta, bastata sulla prevenzione dei conflitti, per assolvere al dovere costituzionale di difesa della Patria (art. 52) nell'ottemperanza del ripudio della guerra (art. 11); oggi questa visione è entrata in Parlamento dalla porta principale. Sarà ora importante seguire ed accompagnare il dibattito che ne seguirà. La nostra campagna ha comunque già raggiunto risultati eccezionali”.
Dichiarazioni dei referenti delle 6 Reti promotrici della Campagna
Francesco Vignarca, Coordinatore Rete Italiana per il Disarmo “In questo momento la soddisfazione è alta e pensare al cammino di campagna compiuto negli ultimi tre anni rafforza la consapevolezza che il movimento della pace e della nonviolenza può essere ancora efficace se propone contenuti forti ed innovativi e sa lavorare insieme. Fa bene anche ripensare a tutti i gruppi locali che hanno sostenuto e rilanciato tutte le fasi della Campagna: è per merito loro se si è riusciti a raggiungere questo importante traguardo”.
Licio Palazzini, Presidente Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile “L'avvio della discussione parlamentare è un'altra tappa del cammino per il riconoscimento legislativo della difesa civile e nonviolenta. Dopo il Servizio Civile Universale, entrato in fase di attuazione, l'obiettivo di avere una legislatura che incardina questa cultura e modalità di difesa diventa possibile”.
Enrico Maria Borrelli, Presidente Forum Nazionale Servizio Civile “La strada che noi indichiamo con questa proposta di legge è quella di coinvolgere i cittadini in azioni di solidarietà, di educazione e promozione culturale, di impegno attivo verso la comunità e a favore dei singoli. Questo è per noi il modello di difesa più efficace, quello che si preoccupa di prevenire i conflitti sociali, di avvicinare le differenze culturali e religiose, di tutelare i diritti dei più deboli. Educhiamo i cittadini a questo e garantiamo al futuro di questo paese una pace duratura”.
Martina Pignatti, referente Tavolo Interventi Civili di Pace “Ora dobbiamo lavorare con la concretezza di chi sa cos'è la guerra, e sa perchè è essenziale costruire un sistema alternativo di intervento nelle dinamiche di conflitto. Per prevenire, per gestire, per riconciliare. La Norvegia e la Svezia già hanno Istituti nazionali di ricerca su pace e disarmo, la Germania ha un Servizio Civile di Pace per adulti e professionisti, l'Italia ha un progetto sperimentale di Corpi Civili di Pace per giovani, ora serve fare un passo avanti con i nostri parlamentari per mettere tutto questo a sistema”.
Sergio Bassoli, di Rete della Pace “Nei prossimi “fondi di investimento” quindicennali avremo un ulteriore aumento di spese militari per 12,8 miliardi di euro. Le cifre si commentano da sole. Con la nostra proposta di Legge sulla Difesa civile vogliamo invece cambiare l'approccio culturale e politico del nostro paese per diventare attori credibili di pace e di convivenza. Meno scarponi sul terreno e droni che volano e più mani che si stringono e che lavorano insieme per difendere la democrazia ed allontanare gli spettri di nuove guerre e del terrorismo”.
Grazia Naletto, portavoce Campagna Sbilanciamoci! “Il fatto che il Parlamento sia chiamato ad occuparsi della difesa civile e nonviolenta è un segnale culturale molto importante, coerente con l'art.11 della nostra Costituzione che ripudia la guerra. Puntare sulla difesa civile, nonviolenta, dal basso è ciò di cui abbiamo bisogno oggi per fermare i venti di violenza e di guerra che, purtroppo, tendono a concentrare l'attenzione delle istituzioni e le risorse pubbliche sulla difesa militare”.

domenica 23 luglio 2017

Articoli sul disarmo


La servitù del silenzio per le armi nucleari

[Tommaso Di Francesco, 21.07.2017 ]
La notizia precipita, come una bomba è il caso di dire, dentro l’estate afosa, sopra la stanca politica del ritorno di Berlusconi, del libro di Renzi, della stagionata flemma di Gentiloni. Il Pentagono, il ministero della Difesa Usa, ha deciso di segretare la sicurezza e le ispezioni relative alle decine di atomiche dislocate in Italia. Qui già si avverte un fastidio: quello di chi, nella diffusa omertà dei media e del potere, è costretto o scoprire o ad ammettere la pesante realtà che in Italia, a Ghedi e ad Aviano, siano dislocate tante ogive nucleari. Più che in ogni altro Paese d’Europa, che complessivamente ne ha, diffuse, circa 200.
Accade singolarmente proprio nel momento in cui in Parlamento si sta discutendo di come armare gli F35… [leggi tutto l’articolo ….]



Così c’è il rischio di violare il trattato di non proliferazione

[Francesco Vignarca, 21.07.2017 ]
Nucleare. Intervista allo scienziato statunitense Hans Kristensen: «Le ispezioni sono decisive. Ci confermano se una base ha o no missione nucleare». Per chi sta con il «nuclear sharing» il controllo Usa, in pace, basta. Ma gli Usa sono stati spesso in guerra Rimbalzano dagli Usa notizie di un nuovo colpo alla trasparenza sull’arsenale nucleare statunitense.
Ribaltando una prassi che per decenni ha permesso ad esperti e società civile di mantenere un minimo controllo, il Pentagono ha deciso di porre il segreto sui report delle ispezioni di sicurezza delle proprie basi a valenza nucleare.
Scelta che potrebbe comportare una diminuzione delle informazioni sulle testate Usa nei Paesi alleati sotto il cosiddetto «nuclear sharing» della Nato che tocca anche l’Italia che da anni ospita bombe del B-61 nelle basi di Aviano e Ghedi.
Senza tali dati diventerà ancora più difficile per Sindaci e Prefetti delle zone interessate elaborare i piani di sicurezza e di emergenza in caso di incidente nucleare che le norme prescrivono. E che, nonostante richieste di società civile ed amministratori locali, non sono mai stati resi noti completamente….



Pentagono top-secret la dislocazione delle armi nucleari in Italia

[Manlio Dinucci, 21.07.2017 ]
Bombe nucleari. Messo il segreto da Washington sui risultati delle ispezioni per controllare come le ogive Usa vengano gestite e sorvegliate. La segretazione decisa con l’avvio della sostituzione delle vecchie atomiche con la nuova bomba B61-12.
I risultati delle periodiche ispezioni per controllare come le armi nucleari statunitensi vengano gestite, mantenute e sorvegliate sono, da ora in poi, top secret: secondo la Federation of American Scientists di Washington, lo ha deciso il Pentagono, dichiarando che in tal modo «si impedisce agli avversari di conoscere troppo riguardo alla vulnerabilità delle armi nucleari Usa».
In realtà, commentano gli esperti della Federation of American Scientists (Fas), i rapporti sulle ispezioni finora diffusi non contenevano dati classificati. Erano però emersi problemi relativi alla sicurezza delle armi nucleari e al comportamento del personale addetto alla loro gestione.
Quindi da ora in poi nessuno…. [leggi tutto l’articolo… ]

sabato 1 luglio 2017

Solidarietà a Don Armando


Castagneto Carducci li 29/06/2017


COMUNICATO

Solidarietà a Don Armando Zappolini, parroco di Perignano.

Il Tavolo per la Pace della val di Cecina, appreso che Don Armando Zappolini, parroco di Perignano, è stato recentemente oggetto di atti intimidatori da parte di un gruppo di ispirazione neofascista, esprime la piena solidarietà al suo operato e a ciò che Don Armando rappresenta sul territorio. In molte occasioni questo Tavolo ha avuto modo di invitarlo ad iniziative sui temi della legalità, pace e giustizia sociale e sempre, puntualmente, ha saputo e voluto dare il suo contributo. Inviamo perciò alla stampa e a lui, personalmente, questo atto di stima e di sostegno alle sue battaglie quotidiane verso gli ultimi di questa società, confidando nell’appoggio della comunità intera che mai deve abbassare la guardia di fronte alle prepotenze perpetrate, oltretutto, nel disprezzo di una Costituzione che vieta la riorganizzazione di strutture fasciste e che ancora regge ai tentativi di trasformazione.

La coordinatrice dell'Alta val di Cecina: Camilla Sguazzi
Il coordinatore della Bassa val di Cecina : Jeff Hoffman

Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina
Comune di Castagneto Carducci (LI)
Palazzo Comunale via Marconi n. 4
Tel 0565 778420 - Fax 0565 763845 cell. 3332526023
Facebook/Tavolo per la Pace
 

Altri messaggi di solidarietà:



Striscione di Forza Nuova, Bhalobasa sta con Zap


martedì 20 giugno 2017

Nuovi venti di guerra e armamenti nucleari

  NUOVI VENTI DI GUERRA E ARMAMENTI NUCLEARI  
scenari possibili

Sabato 1 Luglio dalle 9,30 alle 12,30
Cecina (LI) Piazza Guerrazzi - Palazzo dei Congressi

Incontro con il Prof. Paolo Cotta  Ramusino
Professore Ordinario di Fisica Università di Milano e Segretario Generale Pugwash Conference on Science and World Affairs

Coordinano Gino Niccolai e Jeff Hoffman


domenica 18 giugno 2017

Quali novità su Camp Darby ?

Quali novità per Camp Darby?

Dopo la manifestazione del 2 giugno davanti la base americana di Camp Darby, ( leggi articolo sul nostro blog ) il Tavolo per la Pace della Val di Cecina, ha deciso di indire a ruota un’iniziativa sull’ampliamento della base militare di Camp Darby e su tutto ciò che ne consegue.

Lunedì 19 giugno ore 21,15 a Volterra, presso la Sala consiliare, il Tavolo per la Pace della Val di Cecina ha invitato il prof. MANLIO DINUCCI, geografo, giornalista, scrittore che terrà una conferenza sull’argomento:

"la base americana di CAMP DARBY, la situazione storica e quella attuale"

Visioneremo il brevissimo video (9 minuti) (https://www.pandoratv.it/?p=7261) sul caso Moby Prince collegato fortemente a Camp Darby.

Dato che il tema è di interesse collettivo e poiché questa sarà un’occasione di informazione, abbiamo pensato di estendere l’invito a tutte le associazioni e liberi cittadini che vogliono partecipare.
Tutti, infatti, possono dare un contributo al dibattito dopo l'intervento del Prof. DINUCCI.

Vi aspettiamo numerosi !

La coordinatrice dell'Alta val di Cecina: Camilla Sguazzi cell. 348 400 4616
Il coordinatore della Bassa val di Cecina : Jeff Hoffman cell. 328 807 7994

* NewsLetter *
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Locandina dell'iniziativa:


venerdì 9 giugno 2017

2 Giugno 2017: Quale Repubblica abbiamo festeggiato?


2 Giugno 2017: Quale Repubblica abbiamo festeggiato?

Quella dell’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra, o quella che acconsente all’ampliamento della base militare di un paese straniero?
Anno 71 della Repubblica: sono queste le parole usate da Tommaso Fattori capogruppo in consiglio regionale di Sì Toscana a Sinistra, alla manifestazione lo scorso 2 giugno davanti all’ingresso della base militare statunitense in territorio italiano “Camp Darby”, contro il progetto di potenziamento del collegamento tra la base e il porto di Livorno, che prevede anche la realizzazione di due terminal e di un ponte girevole sul Canale dei Navicelli oltre alla costruzione di una nuova linea ferroviaria dalla base al porto di Livorno per il trasporto di armamenti, in una delle zone più densamente popolate della Toscana.
Questa sembrerebbe quasi una notizia d’altri tempi, se non fosse per il fatto che il progetto, come spiegato dai promotori del presidio, “ …..è già stato presentato dalla Commissione mista costruzioni italo-statunitense, approvato il 26 aprile dal Consiglio direttivo dell’Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli” e prevede, tra l’altro, il taglio di oltre mille pini in una delle ultime “foreste planiziarie” d’Italia, per la realizzazione della nuova ferrovia in un’area di notevole pregio ambientale la cui spesa, come in precedenti casi analoghi, saranno a carico della NATO, cioè in "quota parte", dei contribuenti italiani….
Un corale e convinto NO al progetto si è levato dal presidio pacifico a cui hanno aderito alcune decine di militanti aderenti ai movimenti pacifisti, il Tavolo per la pace della Val di Cecina, la sinistra di base di Pisa e Livorno, semplici cittadini, contrari ad un progetto: antistorico che arriva 72 anni dopo la fine della guerra in/ anti/ costituzionale in considerazione:
·        dell’articolo 11 col quale il popolo italiano il secolo scorso ha deciso di voltare per sempre pagina
·        dell’articolo 9, sempre nei principi fondamentali della Carta dove è prevista la tutela del paesaggio, da intendersi in senso estensivo come salvaguardia dell’ambiente in quanto bene comune!
Già, perché il progetto, millantando apertamente presunte finalità di “sicurezza e difesa nazionale” (da chi? da cosa? ), pur in evidente contrasto con i vigenti Piani territoriale del Parco di Migliarino-San Rossore e di gestione delle tenute di Tombolo e Coltano, non seguirà i normali obblighi di “conformità urbanistica”…. e qui, la memoria non può non andare ad un’altro sacrificio sull’altare della “sicurezza e difesa nazionale”, della sughereta di Niscemi in provincia di Caltanissetta: stesso copione! In quel caso per l’installazione di torri sormontate da antenne paraboliche per il progetto americano “MUOS” che prevede sul nostro territorio di una base per le telecomunicazioni satellitari ed intercontinentali al servizio delle truppe statunitensi operanti oramai in ogni parte del globo !
Le basi militari di una potenza straniera sul territorio di uno Stato Sovrano che “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”….andrebbero smantellate non costruite ex novo, ampliate e rese funzionali per trasformare il nostro territorio nella polveriera del mediterraneo, in quanto sede di stoccaggio di armi per i teatri di guerra voluti unilateralmente dagli U.S.A.
La Toscana poi è terra di pace e non può diventare involontaria protagonista di nuove guerre e bersaglio di ritorsioni che metterebbero ulteriormente a rischio un territorio già in pericolo, vista la presenza e il transito di armi di tutti i tipi….
In nome dei principi fondanti della nostra Costituzione, 72 anni dopo la fine della guerra è tempo di mobilitarci per dire una volta per tutte BASTA  e chiedere la conversione ad usi civili di questa e di tutte le basi militari americane sul nostro territorio.…
Così hanno espresso il loro pensiero quanti sono intervenuti al presidio davanti alla base militare statunitense di Camp Darby il 2 Giugno…
Altre foto di alcuni momenti del presidio....

giovedì 1 giugno 2017

Comunicato stampa



Comunicato stampa


Castagneto Carducci li 31/05/2017

Dunque. Camp Darby.

Siamo passati dall’auspicato progressivo ridimensionamento della base militare ad un progetto di notevole rafforzamento, che non lascia presagire niente di positivo rispetto ai futuri scenari di guerra e al ruolo che l’amministrazione Trump intende assegnare alla Toscana.
Mentre il Presidente USA Trump vende all’Arabia Saudita, principale finanziatrice dell’ISIS, armamenti e dotazioni militari per 110 miliardi di dollari, il Governo italiano si accorda con l’amministrazione americana concordando con Trump un ambizioso progetto di ampliamento della base.
Stiamo assistendo a grandi manovre in vista di possibili scenari di guerra e la nostra regione potrebbe esserne involontaria protagonista, oltre che obiettivo privilegiato di ritorsioni da parte di chi è esposto ad attacchi con armi e forze provenienti dal nostro territorio.
La Toscana, secondo il progetto, ospiterà la più grande base logistica statunitense del bacino del Mediterraneo: è prevista la costruzione di due nuovi terminal, uno dei quali di 18 metri di altezza collegato con una nuova linea ferroviaria alla stazione di Tombolo, un ponte girevole sul Canale dei Navicelli e l’ampliamento del molo “Tombolo dock”.
Potranno transitare due treni al giorno, mentre oggi ne arriva uno ogni due o tre mesi. Il progetto di ampliamento in deroga alle normali regole e procedure: trattandosi, secondo il Ministero della Difesa, di ‘opera destinata alla difesa nazionale’, verrà esonerata dal controllo di conformità urbanistica aggirando anche la valutazione di incidenza che sarebbe stata obbligatoria, dato che il progetto incide su un ‘habitat prioritario’ (Sito di Importanza Comunitaria ‘Selva Pisana’). Sarà un modo per passar sopra a quanto previsto dal piano territoriale del Parco di Migliarino e San Rossore e dal piano di Gestione delle tenute di Tombolo e Coltano, così come evidentemente si considera un danno ambientale secondario l’abbattimento di mille alberi nell’area.

Noi siamo Il Tavolo per la Pace e chiediamo alla società civile toscana di mobilitarsi e alle amministrazione che ne fanno parte di organizzare consigli comunali aperti sulla questione.  Questo è uno schiaffo alla nostra sovranità territoriale, alla tradizione di Pace della nostra regione, all’articolo 11 della nostra Costituzione che ripudia la guerra come la soluzione alle controversie internazionali. Intanto è sotto gli occhi di tutti la sofferenza di centinaia di migliaia di profughi in fuga da paesi in conflitto, devastati da dittatori e da bande armate dall’occidente: prima rendiamo i loro paesi un inferno, poi ci lamentiamo se cercano di sopravvivere raggiungendo l’Europa.

Noi abbiamo uno sguardo diverso sul mondo e credo che dovremmo urlarlo ai quattro venti e per questo invitiamo tutti i cittadini che riescono ancora ad indignarsi per tutto questo a partecipare alla manifestazione davanti la base militare di Camp Darby a Pisa, programmata dalle associazioni e dai soggetti politici contro la guerra per venerdi 2 giugno, a partire dalle ore 10,30 per dire “No ai treni della morte dal porto di Livorno” e festeggiare così “L’altra Festa della Repubblica”.

Il coordinatore della Bassa val di Cecina: Jeff Hoffman  cell 3288077994
La coordinatrice dell’Alta val di Cecina: Camilla Sguazzi  cell 3484004616

Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina
Comune di Castagneto Carducci (LI)
Via della Repubblica 15/B
Tel 0565 778276 - Fax 0565 763845 cell. 3332526023
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