mercoledì 22 novembre 2017

Comunicato stampa

Comunicato stampa
  
Il Tavolo per la Pace della Val di Cecina ha partecipato il 19 novembre a Livorno alla partenza della carovana delle donne per il disarmo nucleare. Erano presenti anche i delegati istituzionali del comune di Guardistallo e Castellina Marittima, e tante associazioni.
La Carovana ha attraversato la città partendo da piazza Repubblica fino alla terrazza Mascagni facendo pausa al monumento delle 140 vittime della Moby Prince al porto di Livorno. Il 20 novembre ed i giorni successivi la Carovana attraverserà molte città italiane per concludersi il 10 dicembre in occasione della giornata dei diritti umani. Prima d’allora Il 9 dicembre l’appuntamento è davanti a camp darby.
Scopo primario della carovana è quello di promuovere il nuovo trattato dell’ONU sulla proibizione delle armi nucleari e per richiedere al nostro paese di ratificare il trattato che prevede fra l’altro la rimozione immediata dai confini italiani delle 70 bombe atomiche depositate a Ghedi e ad Aviano per conto dell’esercito USA.
Nell’intera Europa il pentagono ha depositato 180 bombe atomiche, 70 delle quali in Italia. Il motivo per cui l’associazione WILPF appena insignita del premio nobel per la pace insieme ad altre associazioni della campagna ICAN: International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari) ha deciso di far partire da Livorno la carovana nazionale per il disarmo è la presenza di camp darby sul territorio, combinata con la presenza del porto nucleare che mettono a rischio la popolazione senza mai esserne stata informata.
Il Tavolo per la Pace proseguirà l’opera di sensibilizzazione e mobilitazione per la promozione del trattato ONU in stretta collaborazione con l’Anpi di Cecina e Rosignano sia all’interno delle scuole sia in iniziative pubbliche con il supporto dell’Uspid (unione scienziati per il disarmo), la facoltà di scienze per la Pace di Pisa e il coordinamento nazionale No guerra No nato.
Una mozione sul nucleare inviata dal Tavolo Pace a tutti i comuni aderenti è in discussione e votazione nel comune di Cecina, di Castellina Marittima e di Guardistallo. Sollecitiamo gli altri comuni a fare altrettanto per tenere alta l’attenzione su questo tema in quanto il disarmo nucleare è una questione trasversale che riguarda tutti a prescindere dalla fede politica, religiosa, origini etniche e genere. C’interessa a tutti in quanto esseri umani.

La coordinatrice dell'Alta val di Cecina: Camilla Sguazzi cell. 3484004616
Il coordinatore della Bassa val di Cecina : Jeff Hoffman cell. 3288077994


domenica 19 novembre 2017

4 Novembre a Pomarance

4 novembre 2017 - Pomarance

Carissimi cittadini, Associazioni, autorità civili e militari qui presenti. Anche in occasione di questo 4 novembre 2017 ci siamo riuniti in questa importante cerimonia per ricordare ed onorare i nostri Caduti di tutte le guerre, per non dimenticare il loro sacrificio. Passa il tempo, ma non passa il dolore per tante vite umane strappate all’affetto dei loro cari dall’assurdità della guerra. E quel dolore, quel sacrificio, quelle sofferenze, non possono essere voltate come si fa di solito con la pagina di un libro. Quel dolore e quelle tragedie rappresentano un patrimonio di straordinaria ricchezza per ciascuno di noi, un riferimento costante a cui guardare nella vita di ogni giorno, nella vita delle istituzioni, affinchè si possano preservare e rinvigorire nel tempo, tutti quei valori che contribuiscono a tener vivo il concetto di sacrificio e di amore per la Patria. Una Patria che ieri come oggi assume per noi un significato imprescindibile dal concetto di libertà, democrazia, rispetto delle leggi e dei diritti costituzionali. Non sembri anacronistico ricordare che siamo qui proprio perché crediamo fermamente nell’idea che la libertà e la democrazia vadano difese anche attraverso la conoscenza della storia e con l’onore che va tributato alla memoria di tante vite umane che hanno reso possibile, con il loro sacrificio, la nascita dell’Italia Repubblicana: unita, libera e solidale. Sì, un’Italia unita e solidale ma oggi pervasa da pericolose spinte autonomiste, indipendentiste, possibile preludio di situazioni che degenerando potrebbero portare ad una progressiva quanto pericolosa  “escalation”, come sta accadendo in questi giorni in Spagna con la Catalogna. La politica ha delle grosse responsabilità in tutto questo per cui, farebbe bene a porsi domande precise sulla propria condotta passata e presente.
C’è un altro messaggio forte e chiaro che giunge a noi dalla Costituzione italiana: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali “. Si dà il caso che venti di guerra soffino ancor oggi da un capo all’altro del globo ma non si può, nel terzo millennio, immaginare la guerra come strumento di risoluzione delle sopra citate controversie internazionali; eppure l’egoismo umano è sempre pronto a dichiarare nuove guerre per realizzare i sogni di potenza. La storia insegna che le guerre non producono vincitori, ma solo sconfitti. In sostanza la guerra non serve a niente, all’infuori di distruggere vite umane, ricchezze economiche, ambientali e culturali, oltre a procurare sofferenza diffusa, miseria, morte. E’ vero, i pretesti per fare una guerra sono sempre tanti: ma sono solo pretesti. Se quanto si spende per fare una guerra, si spendesse per rimuovere le cause delle disuguaglianze, delle povertà, delle ingiustizie nel mondo, si avrebbe un immenso accrescimento in termini di benessere, di pace e di civiltà.
Una ricorrenza come quella di oggi dovrebbe anche essere occasione di studio, di riflessione, di confronto … altrimenti il passato rischia di non aiutarci a comprendere il significato del presente e del nostro ruolo di adulti, di giovani, di politici, di educatori, di responsabili dell’ora presente. Su questo fronte incombono vari rischi: possiamo ricordare quello dell’ignoranza e del disimpegno civico, come se la conquista della libertà e della pace fossero state acquisite una volta per tutte e non rappresentassero, invece, una conquista che si consolida ogni giorno, nelle nostre famiglie, sui luoghi di lavoro, nei luoghi della politica, ovunque si costruisce amore per la vita, per la democrazia, rispetto per gli altri, aiuto per i più deboli. Dobbiamo dunque lasciare che questi importanti riferimenti vengano travolti da un individualismo sempre più dilagante?
Il nostro Paese ha bisogno di ciascuno di noi, ma c’è bisogno soprattutto di non disperdere la lezione della storia e la saggezza dei nostri anziani. Non trascuriamo la loro vita, restiamo un po’ più di tempo con loro, è il ringraziamento più bello verso chi ha lavorato e sofferto per noi. Probabilmente ci farà bene ascoltare dal loro racconto com’era la vita, come si soffriva per la fame e per la guerra. Questo serve a noi certo, ma specialmente alle giovani generazioni, spesso distratte dalle moderne tendenze ma anche sfiduciate dall’idea di dover vivere in uno stato di costante precarietà esistenziale con tutto ciò che la cosa comporta.
Ci sarà sicuramente tempo e modo per riflettere sul fatto di sentirci più responsabili del destino di questa Italia, di questo mondo.
A noi, uomini, donne e giovani del nostro tempo, la responsabilità di costruire e mantenere un mondo di pace, oltre a servire ed amare la Patria con tutto il nostro cuore e con tutte le nostre forze. Solo così onoreremo e ringrazieremo degnamente i Caduti di tutte le guerre.
Concludo con un breve pensiero del poeta Giuseppe Ungaretti: “La guerra rimane comunque, l’atto più bestiale dell’uomo”.

 [Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Sez. di Pomarance]

venerdì 17 novembre 2017

Sebben che siam donne


"Sebben che siamo donne. Storie di rivoluzionarie"

Domenica 19 novembre alle ore 17.30 presso l' ex Casello idraulico di Via Roma a Follonica il Centro di Solidarietà Internazionalista dell' Alta Maremma presenta il libro "Sebben che siamo donne. Storie di rivoluzionarie" con la presenza dell'autrice Paola Staccioli.
Il libro, che raccoglie anche la testimonianza di Silvia Baraldini, nasce per sfatare un luogo comune, quello che relega le donne che hanno partecipato alla lotta armata al ruolo secondario di "donne del capo" o semplici esecutrici di ordini.  Al di là dei giudizi storici e di valore, il testo cerca di restituire dignità alle protagoniste di questa controversa pagina di storia.
Durante l'incontro di domenica interverranno anche Silvia Baraldini, la cui vicenda occupò a lungo le cronache degli anni '90,  e Beritan Yalcin , studentessa kurda, che ci parlerà del ruolo delle donne nella rivoluzione del Rojava.
Nella Sala dell'ex casello idraulico sarà anche allestita la mostra fotografica "Verso l'angelo pavone - autoritratti di donne ezide" di Fabiana Cioni e Tulay Ozen.
Info: Elisa 333 2394 866

sabato 4 novembre 2017

4 Novembre


A cento anni dalla “inutile strage” basta armi nucleari e spese militari: un’altra difesa è possibile

Il 4 novembre si celebra la fine di quella prima guerra mondiale che papa Benedetto XV definì l'”inutile strage”, con il suo tragico lascito di 16 milioni di morti, dalla quale si dipaneranno i fascismi d’Europa e si porranno le basi per l’immane tragedia della seconda guerra mondiale, con i campi di sterminio e l’avvio – con Hiroshima e Nagasaki – dell’incubo nucleare.
Quella guerra fu l’esito di una scellerata corsa agli armamenti: il popolo italiano era contrario alla partecipazione del nostro Paese, ma i massicci finanziamenti delle aziende produttrici di armi alla stampa italiana, affinché spingesse l’opinione pubblica verso l’interventismo, ed alle forze politiche interventiste, spinsero al colpo di mano del governo che impose l’ingresso italiano nella sciagurata impresa bellica. Iniziava allora la commistione di interessi del “complesso militare-industriale”, quel sistema che ancora oggi è capace di mobilitare le risorse economiche in una rinnovata corsa agli armamentti, e di orientare gli strumenti di “informazione” e governi verso questo o qull’intervento militare, spacciato – senza vergogna – per “missione di pace”.
Questa strategia della violenza – fondata su precisi interessi bellici – che ha attraversato il ‘900 scavalcandolo come un’onda anomala per giungere fino a noi, spargendo guerre e terrorismi ovunque sul pianeta, in una sorta di “terza guerra mondiale diffusa” ha fallito. E’ realistico prenderne atto e abbandonare la via della guerra e della sua insostenibile preparazione e avviare la via della pace con mezzi pacifici. E’ questa la via maestra che ci indica anche la Costituzione italiana.
Un Paese che è ultimo in tutte le classifiche virtuose europee – in quanto a spesa per l’istruzione, la cultura, il numero di laureati, l’occupazione giovanile, la prevenzione sismica e idrogeologica e la criminalità organizzata e via elencando – non può più permettersi di svettare invece ai primi posti per la spesa pubblica militare, sperperando 23 miliardi all’anno (63 milioni al giorno!) in armamenti. Risorse sottratte alla difesa dalle minacce reali rendono tutti più insicuri.
Oggi un’altra difesa è possibile e necessaria, quella dei diritti sociali dei cittadini e quella della pace, spostando risorse dalla difesa militare alla difesa civile, non armata e nonviolenta.
Un Paese che ospita sul suo territorio decine di testate nucleari, all’interno delle basi militari USA di Ghedi e di Aviano, e che acquista 90 cacciabombardieri F35 – all’inaudito costo di 14 miliardi di euro – progettati per trasportare bombe atomiche, non può non ratificare il Trattato ONU per la messa al bando delle armi nucleari. Dentro allo scandalo della nuova corsa agli armamenti, gli ammodernamenti degli arsenali nucleari puntati contro le teste di tutti sono il vertice della follia.
Oggi, che anche il premio Nobel 2017 è stato dato alla Campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari, è necessario chiedere al nostro governo “Italia ripensaci”: sottoscrivi il trattato per l’abolizione delle armi nucleari !
[azionenonviolenta.it]

L'arte della guerra


L’arte della guerra
Il vero impatto del «Pentagono italiano»
Manlio Dinucci

Gli abitanti del quartiere di Centocelle, a Roma, protestano a ragione per l’impatto del costruendo Pentagono italiano sul parco archeologico e la sua area verde (il manifesto, 29 ottobre). C’è però un altro impatto, ben più grave, che passa sotto silenzio: quello sulla Costituzione italiana.
Come abbiamo già documentato sul manifesto (7 marzo), il progetto di riunire i vertici di tutte le forze armate in un’unica struttura, copia in miniatura del Pentagono statunitense, è parte organica della «revisione del modello operativo delle Forze armate», istituzionalizzata dal «Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa» a firma della ministra Pinotti.
Esso sovverte le basi costituzionali della Repubblica italiana, riconfigurandola quale potenza che interviene militarmente nelle aree prospicienti il Mediterraneo – Nordafrica, Medioriente, Balcani – a sostegno dei propri «interessi vitali» economici e strategici, e ovunque nel mondo – dal Baltico all’Afghanistan – siano in gioco gli interessi dell’Occidente rappresentati dalla Nato sotto comando Usa.
Funzionale a tutto questo è la Legge quadro del 2016, che istituzionalizza le missioni militari all’estero (attualmente 30 in 20 paesi), finanziandole con un fondo del Ministero dell’economia e delle finanze.
Cresce così la spesa militare reale che, con queste e altre voci aggiuntive al bilancio della Difesa, è salita a una media di circa 70 milioni di euro al giorno, che dovranno arrivare a circa 100 milioni al giorno come richiesto dalla Nato.
La riconfigurazione delle Forze armate in funzione offensiva richiede sempre più costosi armamenti di nuova generazione. Ultimo acquisto il missile statunitense Agm-88E Aargm, versione ammodernata (costo 18,2 milioni di dollari per 25 missili) rispetto a precedenti modelli acquistati dall’Italia: è un missile a medio raggio lanciato dai cacciabombardieri per distruggere i radar all’inizio dell’offensiva, accecando così le difese del paese sotto attacco.
L’industria produttrice, la Orbital Atk, precisa che «il nuovo missile è compatibile anche con l‘F-35», il caccia della statunitense Lockheed Martin alla cui produzione l’Italia partecipa con l’impianto Faco di Cameri gestito da Leonardo (già Finmeccanica), impegnandosi ad acquistarne 90. Il primo F-35 è arrivato nella base di Amendola il 12 dicembre 2016, facendo dell’Italia il primo paese a ricevere, dopo gli Usa, il nuovo caccia di quinta generazione che sarà armato anche della nuova bomba nucleare B61-12.
L’Italia, però, non solo acquista ma produce armamenti. L’industria militare viene definita nel Libro Bianco «pilastro del Sistema Paese» poiché «contribuisce, attraverso le esportazioni, al riequilibrio della bilancia commerciale e alla promozione di prodotti dell’industria nazionale in settori ad alta remunerazione».
I risultati non mancano: Leonardo è salita al nono posto nella classifica delle 100 maggiori industrie belliche del mondo, con vendite annue di armamenti per circa 9 miliardi di dollari nel 2016. Agli inizi di ottobre Leonardo ha annunciato l’apertura di un altro impianto in Australia, dove produce armamenti e sistemi di comunicazione per la marina militare australiana.
In compenso, per spostare sempre più la produzione sul settore militare, che fornisce oggi a Leonardo l’84% del fatturato, sono state vendute alla giapponese Hitachi due aziende Finmeccanica, Ansaldo Sts e Ansaldo Breda, leader mondiali nella produzione ferroviaria.
Su questo «pilastro del Sistema Paese» si edifica, con fondi stornati dal budget della Legge di stabilità, il Pentagono italiano, nuova sede del Ministero della Guerra.

(il manifesto, 31 ottobre 2017)

Carovana donne

Lega Internazionale Donne per la Pace e la Libertà
CAROVANA DELLA DONNE PER IL DISARMO NUCLEARE
Da lunedì 20 novembre a Domenica 10 Dicembre 2017
Promossa dalla WILPF
Evento Nazionale di avvio  della Carovana: 
19 novembre ore 10   LIVORNO P.zza della Repubblica

La WILPF Italia ha partecipato, come una delle componenti della società civile unite in ICAN (Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari) Premio Nobel per la Pace 2017, al lungo percorso diplomatico che si è concluso con la stesura del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) adottato il 7 luglio 2017 dall’ONU (122 paesi). Ora il Trattato è aperto alle firme e ratifiche da parte degli Stati, ed entrerà in vigore alla 51° ratifica : ha già ottenuto 53 firme e tre ratifiche. Gli Stati Nucleari e quelli Nato (ad eccezione dell’Olanda) non hanno partecipato alla Conferenza Onu di NY che ha portato al Trattato, e anche l’Italia era assente.
Antefatti Nel nostro paese si è avviata una Campagna “Bando delle armi nucleari: Italia ripensaci” perché l’Italia aderisca al Trattato. Il 14 settembre 2017 è stato inviato alle Istituzioni -Presidente della Repubblica, Presidenti di Camera e Senato, Capo del Governo- una specifica PETIZIONE promossa da Disarmisti Esigenti,WILPF  Italia, Comitato No Guerra No Nato, Pax Christi, IPRI-CCP, Pressenza, LDU, Accademia Kronos, Energia felice, Fermiamo chi scherza col Fuoco Atomico (Campagna OSM-DPN), PeaceLink, La Fucina per la Nonviolenza di Firenze, Chiesa Valdese di Firenze, Comitato per la pace, la convivenza, la solidarietà Danilo Dolci di Trieste,  Mondo senza guerre e senza violenza.
Nella Petizione (https://www.petizioni24.com/italiaripensacisulbandodellearminuclearine)si chiede al Governo italiano di firmare il Trattato, avviando previamente il necessario processo di denuclearizzazionedel territorio italiano che ospita circa 70 bombe nucleari Usa, stoccate nelle basi militari di Ghedi ed Aviano, e che accoglie, nei suoi 11 porti nucleari, sottomarini a propulsione nucleare con bombe nucleari a bordo. E questo in violazione dell’art.2 del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP) firmato dall’Italia nel 1976. La Petizioneora è apertaalle firme a livello individuale o collettivo. L’orologio della apocalisse nucleare segna due minuti e mezzo alla mezzanotte: è urgente  informare, sensibilizzare e mobilitare la gente perché comprenda che l’impegno su queste tematiche è di vitale importanza per ottenere la sicurezza dei territori, per tutelare la salute della cittadinanza nonché per esigere una economia di pace che è l’unica che può garantire la realizzazione dei diritti oggi negati.
Ruolo delle Donne
Il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) sottolinea l’importanza della partecipazione delle Donne per l’implementazione del Trattato stesso e questo anche in ragione del fatto che le donne sono le prime vittime delle radiazioni nucleari. Si aggiunge poi il grande potere trasformativo delle donne quando  esse agiscono in nome dei diritti collettivi che si ispirano alla giustizia sociale, alla pace e alla tutela dell’ambiente. La Carovana delle Donne per il Disarmo Nucleare sarà un evento inclusivo aperto alla partecipazione di tutti coloro che vogliono impegnarsi per il pieno rispetto della nostra Costituzione, a partire dall’art. 11 che nell’affermare il ripudio della guerra richiede  che l’Italia svolga un ruolo attivo nella promozione di  politiche di Pace.
Durata della Carovana  
da lunedì 20 Novembre a domenica 10 Dicembre 2017:  periodo durante il quale  nei diversi territori che aderiscono alla Carovana si svolgeranno autonome iniziative di informazione, sensibilizzazione, mobilitazione attorno alla Mozione citata.
PARTENZA Lunedì 20 Novembre 2017 “Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia”:il nostro obiettivo è quello di evidenziare che vogliamo garantire un futuro alle giovani generazioni perché possano vivere in un “mondo liberato  della minaccia nucleare”.
CHIUSURA Domenica 10 Dicembre 2017 “Giornata Internazionale dei Diritti Umani”: il nostro obiettivo è quello di evidenziare che il disarmo nucleare è indispensabile per garantire la sicurezza dell’intera umana e che le ingenti spese militari  devono essere impegnate per investimenti  sociali rivolti a garantire il pieno godimento dei diritti (istruzione, sanità, casa, sicurezza dei territori, tutela dell’ambiente, lavoro). In quella data si chiede che una delegazione della Carovana venga ricevuta dal Presidente della Repubblica, in quanto “garante” della Costituzione.
Partenza congiunta da vari luoghi  
Non avendo fondi a disposizione,  abbiamo pensato alla partenza congiunta della Carovana da alcuni luoghi simbolici: Ghedi e Aviano (le basi militari dove sono stoccate del Bombe Nucleari USA), Livorno e Pisa (porto nucleare in sinergia con Camp Darby e Hub militare di Pisa), Trieste (porto nucleare),Napoli (porto nucleare e VI Flotta), alcuni siti della Sicilia e della Sardegna e naturalmente tutte le altre realtà territoriali che vorranno partecipare.
La Carovana si muoverà all’interno del proprio territorio durante il periodo 20 novembre 10 Dicembre, con azioni specifiche di cui sotto diamo alcune indicazioni.

Attività
·        Conferenza stampa
·        Incontro con:  Comandante della Base Militare, Presidente dell’autorità portuale,  Sindaco e Prefetto e consegna della Petizione, del Trattato di Proibizione armi Nucleari, Studio dell’Onu sugli effetti delle radiazioni nucleari, …
·        Presidi cittadini e raccolta di firme per la PETIZIONE:
       (https://www.petizioni24.com/italiaripensacisulbandodellearminuclearine)
·        Conferenze, presentazioni di libri sulla tematica, proiezioni di filmati, ecc
·        Incontri con gli studenti sul tema del Pericolo Nucleare , presentazione del libro di Carlo Cassola “La rivoluzione Disarmista”
·        FlashMob
·        Attività di arte per la Pace con un focus specifico sul Disarmo Nucleare e tutela Ambiente
·        Partecipazione alla manifestazione di NonUnaDiMeno in occasione del  25 Novembre Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne
Materiali
·        Striscione con la scritta CAROVANA DELLE DONNE PER IL DISARMO NUCLEARE 20 NOVEMBRE 10 DICEMBRE 2017
·        Mostra “Esigete il disarmo Nucleare” (esiste in due versioni: 13 Pannelli grandi in PVC  oppure 13 locandine plastificate)
·        Testo Petizione
·        Testo Trattato Interdizione armi nucleari
·        Libro di C. Cassola “La Rivoluzione Disarmista” in occasione del Centenario della nascita
Per informazioni:
Antonia Sani: antonia.baraldi.sani@gmail.com    e    Giovanna Pagani: gioxblu24@gmail.com

mercoledì 4 ottobre 2017

Conferenza aperta

ARMI NUCLEARI: Storia di una dismissione impossibile.
Dal trattato di non proliferazione al trattato di bando totale
Conferenza aperta Sabato 14 ottobre a Cecina (LI)

Con la partecipazione di ARCI e Tavolo per la pace della Val di Cecina, con il patrocinio del Comune di Cecina